Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente Rete trentina di educazione ambientale Provincia Autonoma di Trento



COSA SI INTENDE PER EDUCAZIONE AMBIENTALE

PROPOSTE DIDATTICHE PER LE SCUOLE

PROPOSTE DIDATTICHE PER ADULTI


L'educazione ambientale si presenta come un processo dinamico, permanente e partecipativo di spiegazione dei valori, formazione sia dei concetti sia delle competenze che generano atteggiamenti di difesa, preservazione e sviluppo dell'ambiente. In questa prospettiva l'educazione deve essere considerata come uno strumento da usarsi per modificare i valori, le mentalità e gli atteggiamenti in modo da spingere le coscienze degli individui verso un interessamento per i problemi ambientali. Allo stesso tempo l'educazione ambientale presuppone come compito prioritario la sensibilizzazione di molti settori della società civile, essendo questa necessaria per la formazione individuale di ciascun cittadino e per la conoscenza e interiorizzazione dei valori ambientali. Questo processo deve assumere una dimensione continua di educazione permanente, scegliendo inoltre una vocazione interdisciplinare, dove però la biologia e la conoscenza del territorio mantengano un ruolo strutturale.

La finalità dell'educazione ambientale risulta essere la formazione di cittadini (adulti e bambini) con una coscienza ambientale chiara e matura e tutte le azioni devono andare verso la coscientizzazione dei problemi ambientali. Ciò dovrebbe preparare gli individui a lavorare cooperativamente in gruppi nell'intenzione di prendere decisioni consapevoli rispetto all'ambiente. Le azioni dell'educazione ambientale devono sviluppare individui alfabetizzati da un punto di vista ambientale generando conoscenze fondamentali come la conoscenza di che cos'è e come funziona un ecosistema, la valorizzazione degli ecosistemi e di come gli uomini li hanno modificati, la responsabilizzazione nell'uso delle risorse naturali e gli impatti causati dal loro uso, l'interesse per la risoluzione dei problemi ambientali, lo sforzo di applicare un'etica sostenibile per il Pianeta, lo sviluppo di atteggiamenti e pratiche che mostrino rispetto per la Terra e il genere umano. In questo modo l'individuo ambientalmente alfabetizzato sarà un cittadino che ha coscienza dei suoi diritti e dei suoi doveri, capace di comprendere le idee, i principi e le pratiche per un ambiente valorizzato e difeso nell'interesse di tutti.

Promuovere le attività di educazione ed informazione ambientale significa:
Informare: fornire informazioni corrette e continue sull'intero ecosistema e, in generale, sullo sviluppo sostenibile;
Comunicare: stabilire un collegamento con i destinatari del messaggio, mantenere il contatto e preoccuparsi di utilizzare un codice comunicativo condiviso, tenere conto in altre parole, da parte dell'emittente, di chi riceverà il messaggio e degli strumenti che ha a disposizione per comprendere fino in fondo il contenuto;
Formare: un'ottica di sviluppo sostenibile è impensabile senza un'azione strategica di arricchimento culturale sia degli operatori sia dei cittadini, è quindi di primaria importanza progettare iter formativi che rispondano a precisi criteri di qualità per una concreta cultura ecosistemica;
Educare: educare i cittadini a prendersi cura dell'ambiente in cui vivono, al fine di tutelarlo rispetto a possibili danni, ha implicazioni etiche poichè incide sulla comprensione da parte degli esseri umani del loro vivere in un ecosistema e di concorrere alla tutela della specie migliorando le condizioni in cui essa si può perpetuare. Cittadini sensibili diventano i principali soggetti di tutela di tutto quanto può incidere sull'ambiente, agendo appropriatamente e controllando le azioni intraprese da altri soggetti ed organismi. L'educazione agisce sulle conoscenze, sulle abilità e sugli atteggiamenti delle persone e consente, di conseguenza, di scegliere ed adottare comportamenti appropriati. Tali comportamenti, se positivi ed efficaci, hanno alta probabilità di costituire modelli per le altre persone che in qualche modo interagiscono e, quindi, a loro volta "educano". Naturalmente, se l'influenza esiste sempre, essa assume un valore più pregnante in situazioni quali la relazione genitoriale, quella scolastica, quella legata a gruppi ed associazioni.
Partecipare: Il coinvolgimento dei cittadini - degli adulti nei processi decisionali, degli scolari e degli studenti in azioni dimostrative - è una modalità fondamentale per ottenere consapevolezza nei comportamenti e la conseguente assunzione di responsabilità nelle azioni quotidiane per una modifica degli attuali stili di vita improntati a modelli consumistici. L'obiettivo è lo sviluppo di nuovi modelli di comportamento, attraverso strumenti come informazione, conoscenza ed esperienza, in modo da trasmettere la consapevolezza dell'appartenenza ad un unico sistema di relazioni e interrelazioni dove ogni azione negativa, a breve o a lungo termine, può indurre una reazione negativa. E' necessario perciò, attraverso interventi di educazione ambientale, cercare di rivolgere l'atteggiamento generale della collettività verso una sostenibilità dei consumi e dei comportamenti, ispirandosi ai concetti della "frugalità" e della "condivisione", per dar luogo ad una società eticamente orientata. I veri problemi che causano danni e perdite irreparabili all'ambiente sono da ricercarsi, infatti, negli attuali modelli di consumo e di comportamento.

Partendo dal presupposto che non c'è problema o aspetto della nostra vita e della crisi del pianeta Terra che non metta in gioco valori, atteggiamenti e comportamenti, educazione ambientale significa cultura del cambiamento e strumenti culturali del cambiamento: assicurare al pianeta e alle generazioni umane un futuro richiede un grande cambiamento culturale. Il presupposto concettuale è, infatti, la totale appartenenza degli esseri umani ad un sistema complesso chiamato "natura": economia e società non possono sottrarsi ai limiti imposti dalla legge dell'entropia e dalla finitezza della sfera terrestre. L'imperativo etico è quello della responsabilità. La percezione e l'esperienza che ognuno ha dell'ambiente nel quale vive è il solo vero punto di partenza per avviare processi di coprotagonismo democratico in grado di costruire democrazia non soltanto politica ma sociale e ristabilire nuove e più complesse basi di comune appartenenza. Tra la complessità ambientale e quella psicologica esiste un legame inscindibile, fondato su una incessante interazione che segna la progressione dello sviluppo individuale. L'individuo da una parte e l'ambiente dall'altra non sono fattori indipendenti, al contrario, l'individuo riceve in modo capillare l'influenza del contesto ambientale, che agisce su di lui direttamente o indirettamente, e risponde ad esso modificandolo e modificandosi attraverso costruzioni simboliche ed azioni. Abitiamo contemporaneamente una "eco-bio-sfera" ed una "no-sfera" e l'ambiente è un "sistema di sistemi" (fisici, biologici, mentali, sociali, tecnologici) del quale facciamo parte. Qualsiasi forma di apprendimento è una costruzione graduale del nostro interscambio con l'ambiente circostante.

Il fine della didattica e dell'apprendimento è la competenza: la capacità di possedere e utilizzare conoscenze sino a farne il punto di partenza di altre conoscenze, decisioni, scelte, azioni in campo personale e sociale, in una prospettiva d evoluzione continua che dovrebbe accompagnare ogni individuo lungo tutta la vita. Nella formazione dei futuri cittadini di una società sempre più complessa e mutevole, competenze irrinunciabili dovrebbero essere la capacità di prendere decisioni in condizioni di incertezza, orientarsi in una realtà caratterizzata da processi culturali, comunicativi, economici e ambientali globalizzati, riconoscere relazioni e fenomeni in una dimensione sistemica, collegare visioni locali e globali, utilizzare le nuove tecnologie e i diversi codici linguistici, cogliere le relazioni tra conoscenze, valori e comportamenti, negoziare e gestire i conflitti, essere cittadini attivi, partecipi e responsabili.

Un paragrafo va dedicato, infine, al "Lavoro sul campo" che caratterizza tutte le proposte didattiche del Centro. Il lavoro sul campo è da sempre riconosciuto come una condizione essenziale dell'educazione ambientale, necessaria, anche se non sufficiente, a qualunque progetto educativo. Lavorare sul campo significa in primo luogo instaurare un concreto rapporto con l'ambiente, esplorarlo e conoscerlo direttamente, prima che attraverso le sue rappresentazioni. Il punto è soprattutto come lo si fa. Ciò che l'ambiente significa per noi, infatti, va appreso attraverso il coinvolgimento della persona nella sua interezza, non soltanto perchè l'attività cognitiva è alimentata dai sensi, ma perchè il contatto con la natura nutre la mente, la sensibilità. Lavorare sul campo, allora, non può essere solamente un esercizio di analisi e raccolta di dati. Servono momenti percettivi, di puro contatto, per accendere (o riaccendere) la capacità di provare stupore per quanto c'è intorno, per tutti quegli eventi ordinari che passano inosservati o sono in apparenza insignificanti (come le strisce argentee lasciate dalle chiocciole sull'erba). Servono momenti in cui prevale l'aspetto del gioco, dell'esperienza, dell'avventura, in cui l'apprendimento avviene in un clima di libertà e socializzazione, anche per favorire lo sviluppo di un rapporto soggettivamente profondo e intenso con il mondo naturale (l'erba non è solo un prato da studiare, ma anche qualcosa da ammirare, annusare, un morbido tappeto dove sedersi, sdraiarsi, rotolarsi). Ma sono indispensabili anche momenti di elaborazione delle esperienze e dei loro significati, di attenzione all'insieme, di lettura delle innumerevoli relazioni che collegano i singoli elementi del complesso sistema nel quale si opera, in modo da innescare una vera interazione con il territorio ed assicurare concretezza e rilevanza locale all'azione educativa. Il lavoro sul campo, insomma, è una metodologia utile quando è realmente in grado di creare curiosità ed attenzione, di spiazzare, di sviluppare atteggiamenti esplorativi e indagativi e capacità di affrontare situazioni impreviste o complesse, offrire occasioni di riflessione sui modelli di interpretazione della realtà, produrre un mutamento progressivo nelle strategie di conoscenza e comportamento.

Nel contesto dell'educazione ambientale, Il territorio è in primo luogo tutto quanto può essere oggetto di esplorazione, indagine, speculazione e ricerca. E' un immenso laboratorio a cielo aperto, occasione di incontro con la natura, nei molteplici aspetti che essa assume.


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