COSA SI INTENDE PER EDUCAZIONE AMBIENTALE
PROPOSTE DIDATTICHE PER LE SCUOLE
PROPOSTE DIDATTICHE PER ADULTI
Premessa:
L'educatore ambientale è una figura che negli ultimi decenni ha accompagnato lo sviluppo dell'educazione
ambientale, modificando caratteristiche e ruolo in sintonia con l'evoluzione di quest'ultima. Si tratta,
peraltro, di un mestiere molto giovane e ancora in larga misura segnato da una diffusa precarietà, che
tuttora disperde molte energie, qualità e attitudini peculiari. Se si eccettuano i pochi pionieri attivi in
precedenza, soprattutto nella scuola e nelle associazioni ambientaliste, la prima generazione di educatori
si è formata nel corso degli anni '80, con la nascita di attività strutturate in risposta al crescente
interesse del mondo scolastico per le tematiche ambientali. Questi operatori, dotati in genere di una
formazione scientifico-naturalistica e di una buona conoscenza dei territori di riferimento, hanno nel tempo maturato, spesso a partire da una personale vocazione educativa, notevoli competenze nello stimolare
l'osservazione, suscitare interrogativi e favorire, soprattutto attraverso il lavoro sul campo, un approccio
esplorativo e dinamico nei confronti del territorio.
Oggi questo profilo, pur non avendo perso la sua centralità, appare sicuramente parziale, e non di rado
estraneo a molti dei nuovi operatori.
La profonda riflessione avvenuta a livello nazionale e internazionale su principi, obiettivi e strumenti
dell'educazione ambientale si è, infatti, tradotta in una sempre maggiore attenzione anche per i valori di
partecipazione, responsabilità, cittadinanza attiva, sviluppo sostenibile.
Il profilo dell'educatore ambientale ha così ampliato contorni e competenze, contaminandosi e in parte
sovrapponendosi a vecchie e nuove professioni (animatore culturale, operatore turistico, facilitatore,
formatore, consulente ambientale, ecc.).
Ritenendo che l'acquisizione di esperienze concrete relative alla corretta progettazione ed esecuzione di
indagini e studi di campagna e più in generale l'applicazione pratica delle conoscenze apprese a livello
teorico, rappresenti una tappa di fondamentale importanza nell'ambito dei corsi di aggiornamento destinati a formare professionalità attive nel campo ambientale, Albatros propone un corso di aggiornamento "tipo":
Modulo A - Geologia e geomorfologia
Finalità: far apprendere il territorio della Valle di Cembra dal punto di vista geologico-geomorfologico.
Note sul reticolo idrico superficiale. Note sulle "piramidi di terra" e sulla Val Fredda.
Tipo di attività: lezione frontale
Durata: due ore
Modulo B - Botanica
Finalità: tipologie vegetazionali, presenze floristiche nelle zone umide.
Tipo di attività: lezione frontale
Durata: due ore
Modulo C - Zoologia
Finalità: far apprendere le più comuni metodiche di censimento della fauna, con esempi pratici riferiti
all'ambiente montano e alpino. Le specie presenti, adattamenti fauna e ambiente, riconoscimento.
Tipo di attività: lezione frontale
Durata: due ore
Modulo D - Progettazione e gestione di piccole aree protette
Finalità: spiegare le "tappe" attraverso le quali arrivare alla realizzazione di un'area protetta, e ad una
sua successiva corretta gestione, evidenziando i problemi di carattere legislativo, economico, sociale e
protezionistico che si incontrano e le possibili strategie da adottare per superarle; quale "caso di studio" sarà utilizzato l'esempio dei biotopi protetti del Trentino.
Tipo di attività: lezione frontale
Durata: due ore
Modulo E - Visita ed escursione di studio
Finalità: far visitare tipologie ambientali che siano "in sintonia" con gli obiettivi che si prefigge il
corso di aggiornamento.
Tipo di attività: accompagnamento
Durata: variabile a seconda del tipo di attività e dell'ubicazione del sito da visitare.
Tutti i moduli presentati sono autonomi tra loro, possono essere svolti singolarmente e sono
"personalizzabili" in base alle eventuali indicazioni dei partecipanti.
Come premesso, i moduli sopra esposti rappresentano un esempio di corso di aggiornamento per operatori
territoriali, Albatros, con la competenza e la professionalità che la contraddistinguono, è interessata ad
ideare nuovi moduli in base alle esigenze dei committenti.
L'educazione ambientale si presenta come un processo dinamico, permanente e partecipativo di spiegazione dei valori, formazione sia dei concetti sia delle competenze che generano atteggiamenti di difesa,
preservazione e sviluppo dell'ambiente. In questa prospettiva l'educazione deve essere considerata come
uno strumento da usarsi per modificare i valori, le mentalità e gli atteggiamenti in modo da spingere le coscienze degli individui verso un interessamento per i problemi ambientali. Allo stesso tempo
l'educazione ambientale presuppone come compito prioritario la sensibilizzazione di molti settori della
società civile, essendo questa necessaria per la formazione individuale di ciascun cittadino e per la
conoscenza e interiorizzazione dei valori ambientali. Questo processo deve assumere una dimensione
continua di educazione permanente, scegliendo inoltre una vocazione interdisciplinare, dove però la
biologia e la conoscenza del territorio mantengano un ruolo strutturale.
La finalità dell'educazione ambientale risulta essere la formazione di cittadini (adulti e bambini) con
una coscienza ambientale chiara e matura e tutte le azioni devono andare verso la coscientizzazione dei
problemi ambientali. Ciò dovrebbe preparare gli individui a lavorare cooperativamente in gruppi
nell'intenzione di prendere decisioni consapevoli rispetto all'ambiente.
Le azioni dell'educazione ambientale devono sviluppare individui alfabetizzati da un punto di vista
ambientale generando conoscenze fondamentali come la conoscenza di che cos'è e come funziona un
ecosistema, la valorizzazione degli ecosistemi e di come gli uomini li hanno modificati, la
responsabilizzazione nell'uso delle risorse naturali e gli impatti causati dal loro uso, l'interesse per la risoluzione dei problemi ambientali, lo sforzo di applicare un'etica sostenibile per il Pianeta, lo
sviluppo di atteggiamenti e pratiche che mostrino rispetto per la Terra e il genere umano.
In questo modo l'individuo ambientalmente alfabetizzato sarà un cittadino che ha coscienza dei suoi
diritti e dei suoi doveri, capace di comprendere le idee, i principi e le pratiche per un ambiente
valorizzato e difeso nell'interesse di tutti.
Promuovere le attività di educazione ed informazione ambientale significa:
Informare: fornire informazioni corrette e continue sull'intero ecosistema e, in generale,
sullo sviluppo sostenibile;
Comunicare: stabilire un collegamento con i destinatari del messaggio, mantenere il
contatto e preoccuparsi di utilizzare un codice comunicativo condiviso, tenere conto in altre parole, da parte dell'emittente, di chi riceverà il messaggio e degli strumenti che ha a disposizione per
comprendere fino in fondo il contenuto;
Formare: un'ottica di sviluppo sostenibile è impensabile senza un'azione strategica di
arricchimento culturale sia degli operatori sia dei cittadini, è quindi di primaria importanza
progettare iter formativi che rispondano a precisi criteri di qualità per una concreta cultura
ecosistemica;
Educare: educare i cittadini a prendersi cura dell'ambiente in cui vivono, al fine di
tutelarlo rispetto a possibili danni, ha implicazioni etiche poichè incide sulla comprensione da parte
degli
esseri umani del loro vivere in un ecosistema e di concorrere alla tutela della specie migliorando le
condizioni in cui essa si può perpetuare. Cittadini sensibili diventano i principali soggetti di tutela
di tutto quanto può incidere sull'ambiente, agendo appropriatamente e controllando le azioni intraprese
da altri soggetti ed organismi. L'educazione agisce sulle conoscenze, sulle abilità e sugli
atteggiamenti delle persone e consente, di conseguenza, di scegliere ed adottare comportamenti
appropriati. Tali comportamenti, se positivi ed efficaci, hanno alta probabilità di costituire modelli
per le altre persone che in qualche modo interagiscono e, quindi, a loro volta "educano". Naturalmente,
se l'influenza esiste sempre, essa assume un valore più pregnante in situazioni quali la relazione
genitoriale, quella scolastica, quella legata a gruppi ed associazioni.
Partecipare: Il coinvolgimento dei cittadini - degli adulti nei processi decisionali, degli scolari e
degli studenti in azioni dimostrative - è una modalità fondamentale per ottenere consapevolezza nei
comportamenti e la conseguente assunzione di responsabilità nelle azioni quotidiane per una modifica
degli attuali stili di vita improntati a modelli consumistici. L'obiettivo è lo sviluppo di nuovi
modelli di comportamento, attraverso strumenti come informazione, conoscenza ed esperienza, in modo da
trasmettere la consapevolezza dell'appartenenza ad un unico sistema di relazioni e interrelazioni dove
ogni azione negativa, a breve o a lungo termine, può indurre una reazione negativa. E' necessario
perciò, attraverso interventi di educazione ambientale, cercare di rivolgere l'atteggiamento generale
della collettività verso una sostenibilità dei consumi e dei comportamenti, ispirandosi ai concetti
della "frugalità" e della "condivisione", per dar luogo ad una società eticamente orientata. I veri
problemi che causano danni e perdite irreparabili all'ambiente sono da ricercarsi, infatti, negli
attuali modelli di consumo e di comportamento.
Partendo dal presupposto che non c'è problema o aspetto della nostra vita e della crisi del pianeta
Terra che non metta in gioco valori, atteggiamenti e comportamenti, educazione ambientale significa
cultura del cambiamento e strumenti culturali del cambiamento: assicurare al pianeta e alle generazioni
umane un futuro richiede un grande cambiamento culturale.
Il presupposto concettuale è, infatti, la totale appartenenza degli esseri umani ad un sistema
complesso chiamato "natura": economia e società non possono sottrarsi ai limiti
imposti dalla legge dell'entropia
e dalla finitezza della sfera terrestre.
L'imperativo etico è quello della responsabilità.
La percezione e l'esperienza che ognuno ha dell'ambiente nel quale vive è il solo vero punto di partenza per avviare processi di coprotagonismo democratico in grado di costruire democrazia non soltanto
politica ma sociale e ristabilire nuove e più complesse basi di comune appartenenza.
Tra la complessità ambientale e quella psicologica esiste un legame inscindibile, fondato su una
incessante interazione che segna la progressione dello sviluppo individuale. L'individuo da una parte e
l'ambiente dall'altra non sono fattori indipendenti, al contrario, l'individuo riceve in modo capillare
l'influenza del contesto ambientale, che agisce su di lui direttamente o indirettamente, e risponde ad
esso modificandolo e modificandosi attraverso costruzioni simboliche ed azioni.
Abitiamo contemporaneamente una "eco-bio-sfera" ed una "no-sfera" e l'ambiente è un "sistema di sistemi" (fisici, biologici, mentali, sociali, tecnologici) del quale facciamo parte.
Qualsiasi forma di apprendimento è una costruzione graduale del nostro interscambio con l'ambiente
circostante.
Il fine della didattica e dell'apprendimento è la competenza: la capacità di possedere e utilizzare
conoscenze sino a farne il punto di partenza di altre conoscenze, decisioni, scelte, azioni in campo
personale e sociale, in una prospettiva d evoluzione continua che dovrebbe accompagnare ogni individuo
lungo tutta la vita.
Nella formazione dei futuri cittadini di una società sempre più complessa e mutevole, competenze
irrinunciabili dovrebbero essere la capacità di prendere decisioni in condizioni di incertezza,
orientarsi in una realtà caratterizzata da processi culturali, comunicativi, economici e ambientali
globalizzati, riconoscere relazioni e fenomeni in una dimensione sistemica, collegare visioni locali e
globali, utilizzare le nuove tecnologie e i diversi codici linguistici, cogliere le relazioni tra
conoscenze, valori e comportamenti, negoziare e gestire i conflitti, essere cittadini attivi, partecipi
e responsabili.
Un paragrafo va dedicato, infine, al "Lavoro sul campo" che caratterizza tutte le proposte didattiche
del Centro.
Il lavoro sul campo è da sempre riconosciuto come una condizione essenziale dell'educazione ambientale,
necessaria, anche se non sufficiente, a qualunque progetto educativo. Lavorare sul campo significa in
primo luogo instaurare un concreto rapporto con l'ambiente, esplorarlo e conoscerlo direttamente, prima
che attraverso le sue rappresentazioni. Il punto è soprattutto come lo si fa. Ciò che l'ambiente
significa per noi, infatti, va appreso attraverso il coinvolgimento della persona nella sua interezza,
non soltanto perchè l'attività cognitiva è alimentata dai sensi, ma perchè il contatto con la natura
nutre la mente, la sensibilità.
Lavorare sul campo, allora, non può essere solamente un esercizio di analisi e raccolta di dati. Servono momenti percettivi, di puro contatto, per accendere (o riaccendere) la capacità di provare stupore per
quanto c'è intorno, per tutti quegli eventi ordinari che passano inosservati o sono in apparenza
insignificanti (come le strisce argentee lasciate dalle chiocciole sull'erba). Servono momenti in cui
prevale l'aspetto del gioco, dell'esperienza, dell'avventura, in cui l'apprendimento avviene in un clima di libertà e socializzazione, anche per favorire lo sviluppo di un rapporto soggettivamente profondo e
intenso con il mondo naturale (l'erba non è solo un prato da studiare, ma anche qualcosa da ammirare,
annusare, un morbido tappeto dove sedersi, sdraiarsi, rotolarsi). Ma sono indispensabili anche momenti
di elaborazione delle esperienze e dei loro significati, di attenzione all'insieme, di lettura delle
innumerevoli relazioni che collegano i singoli elementi del complesso sistema nel quale si opera, in
modo da innescare una vera interazione con il territorio ed assicurare concretezza e rilevanza locale
all'azione educativa.
Il lavoro sul campo, insomma, è una metodologia utile quando è realmente in grado di creare curiosità ed attenzione, di spiazzare, di sviluppare atteggiamenti esplorativi e indagativi e capacità di affrontare
situazioni impreviste o complesse, offrire occasioni di riflessione sui modelli di interpretazione della realtà, produrre un mutamento progressivo nelle strategie di conoscenza e comportamento.
Nel contesto dell'educazione ambientale, Il territorio è in primo luogo tutto quanto può essere oggetto
di esplorazione, indagine, speculazione e ricerca. E' un immenso laboratorio a cielo aperto, occasione
di incontro con la natura, nei molteplici aspetti che essa assume.