Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente Rete trentina di educazione ambientale Provincia Autonoma di Trento


Alcuni luoghi situati in prossimità del centro


IL LAGO DI LASES
IL LAGO SANTO
LE PIRAMIDI DI SEGONZANO
IL ROCCOLO DEL SAUCH
IL SANTUARIO MADONNA DELL'AIUTO
LA CHIESA DI SAN PIETRO
I MURI A SECCO


Il Lago di Lases ha una superficie di 160.000 mq. ed è originato da uno sbarramento morenico. E' un lago di piccole dimensioni, con acque fresche e cristalline, con belle spiagge a prato.
Nei pressi del Lago di Lases si ha la possibilità di osservare vari ambienti naturali particolari e di notevole interesse botanico e geologico. Il biotopo si compone di tre aree: la palude di Lases (chiamata anche "Palù dei Sfondoni"), la Val Fredda con le "buche di ghiaccio" e il Palù Redont.

La palude di Lases è una zona umida particolarmente pregiata per gli aspetti vegetazionali, faunistici, biologici ed ecologici ed ospita preziose comunità vegetali, specie rare come il gambero di fiume, la rana verde, la biscia dal collare, uccelli acquatici tra cui lo svasso maggiore, la folaga, la cannaiola e il porciglione.

La Val Fredda è caratterizzata dalla presenza di fessure e cavità, poste alla base di un'antica frana, dalle quali fuoriesce continuamente aria fredda, che consente la formazione di ghiaccio durante tutto l'anno. Le grandi circolazioni d'aria entro il grosso ammasso di detriti naturali sui fianchi del monte induce nella valletta un clima freddo che permette la vita di specie vegetali tipiche della fascia alpina al di sopra dei 2000 metri.

Il Palù Redont è una piccola torbiera di forma rotondeggiante che occupa il fondo di una suggestiva conca posta proprio a monte dell'abitato di Lases. L'interesse della torbiera è prevalentemente botanico: qui, infatti, si sviluppa la rarissima associazione vegetale del Caricetum lasiocarpae con presenza di un altrettanto raro salice nano, il Salix rosmarinifolia.

Queste tre aree sono gli ultimi "lembi" sopravvissuti di una particolarissima situazione ambientale che un tempo esisteva, ben più estesa di oggi, attorno all'abitato di Lases ed al lago omonimo. L'attività di estrazione del porfido, che proprio in questa zona del Trentino ha il suo principale centro produttivo, ha irrimediabilmente distrutto gran parte di quella straordinaria situazione ambientale.


Foto Archivio A.P.T. Pinè Cembra


Altri biotopi della Valle di Cembra:
Lagabrùn - Torbiera (Cembra). I principali motivi di interesse sono la presenza di rare specie di insetti nonchè di particolari associazioni vegetali.
Laghetto di Vedes - Torbiera (Grumes). Una torbiera originatasi dal riempimento di una antica conca lacustre scavata nella roccia porfirica dai ghiacciai quaternari.
Lago Nero - Torbiera alta (Capriana). Una torbiera a quota elevata, non comune per questo tipo di aree protette. Il biotopo racchiude ambienti forestali a scarsa antropizzazione.
Monte Barco - (Albiano). Il Biotopo, ricco di boschi e paludi, ha una morfologia assai caratteristica: occupa la porzione più settentrionale dell'altipiano del Monte Calisio, detto anche Argentario, caratterizzata da piccoli rilievi intercalati da ampie conche. Paluda La Lot - Torbiera (Grumes). I principali motivi di interesse sono rappresentati dalla presenza di rare specie di vegetali.
Prati di Monte - Torbiera (Faver e Valda). Tra declivi e terreni scoscesi si incontrano zone umide e torbiere in cui è possibile osservare rare specie di insetti e uccelli nonchè gradevoli associazioni vegetali tipiche delle torbiere.

Cosa sono i biotopi?
I biotopi sono aree protette di piccole dimensioni istituite sulla base della Legge Provinciale 23 giugno 1987 n. 14 e successive modifiche. In totale sono state individuate nel Piano Urbanistico Provinciale 68 porzioni di territorio trentino che sono state classificate come "biotopi", il cui termine letteralmente significa "luogo di vita", con estensione variabile dai 0,5 ha ai 300 ha del biotopo "Marocche di Dro" nel Comune di Dro. Sono quindi piccole oasi naturali istituite per tutelare alcuni tra i più preziosi lembi del territorio della Provincia di Trento. Secondo la legge istitutiva sono considerati biotopi solo le aree che conservano ancora pregevoli caratteristiche di naturalità soprattutto in relazione alla loro funzione:

I naturalisti di Albatros propongono un percorso didattico di visita al biotopo della durata di circa due ore.


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